Mirandola, il nostro itinerario di visita

Mirandola è ubicata nell’estrema fascia della bassa pianura modenese (vedi mappa) Questa cittadina (oltre 23500 abitanti) deve il suo sviluppo e la fama di fortezza alla posizione geografica di confine fra Mantovano e terre venete.

Cenni storici su Mirandola

Antico borgo medievale, Mirandola, passò nel XIV secolo alla famiglia Pico, di origine longobarda, che si prodigò in molteplici opere di edilizia volte a conferirle dignità e prestigio di capitale di uno stato. La cittadina, regolarizzata nella sua pianta, fu cinta di mura con torri angolari, mentre si provvide a sistemare la piazza e gli edifici adiacenti con soluzioni tipicamente rinascimentali. La delicata posizione strategica di Mirandola (nel 1511 subì anche un assedio da parte del papa Giulio II) indusse i Pico a trasformarla in fortezza, con mura bastionate e pianta a stella. Terminata nel 1711 la signoria dei Pico, Mirandola passò agli Estensi. Da allora alla fine del secolo scorso è stata attuata un’opera di demolizione, di soppressione di chiese e conventi, quasi a cancellare Tautonomia plurisecolare e il ricordo della famiglia Pico; opera che rende assai difficoltosa, oggi, la lettura della storia della cittadina.

Itinerario di visita

Il nostro percorso inizia da via Giovanni Pico, Tantica via Granda, delimitata a sinistra dai portici, con alcuni edifici neoclassici. Sulla destra si apre la piazza del Duomo, dominata dalla collegiata gotica di S. Maria Maggiore, eretta nel 1440 e trasformata da restauri tardo ottocenteschi. Adiacente è Yoratorio del Sacramento, oggi sconsacrato, risalente ai secoli XVII-XVIII. Più avanti si incontra il nucleo edilizio dei Palazzi Comunali, elemento di cesura della città rinascimentale tra i borghi e la piazza su cui si affacciava la Cittadella. La facciata risale al 1468, ma è stata restaurata nell’Ottocento; ha portico colonnato e finestre con ornati di cotto. Sulla sinistra è il palazzo Bergomi, tardo quattrocentesco e sulla destra quel che rimane del trecentesco Palazzo della Ragione. La piazza è un ampio spazio rettangolare non definito da edifici; sulla sinistra, il grande vuoto lasciato dalla demolizione del Castello dei Pico e la seicentesca Galleria Nuova, in stato di abbandono; sull’area, all’ inizio del Novecento, è stato costruito il Teatro Comunale. Sullo sfondo è la chiesetta seicentesca della Madonna della Porto, sulla destra alcune case porticate.

Si prosegue verso la chiesa di S. Francesco (sec. XIII), rifatta nel xv secolo in forme gotiche. L’interno conserva le tombe della famiglia Pico; interessante quella di Prendoparte Pico (1394). Nelle vicinanze si trova la chiesa del Gesù, iniziata nel 1621: celebra nella decorazione a stucco la famiglia Pico; di grande interesse sono le opere di arredo ligneo. Adiacente è il lungo prospetto dell’ex Collegio dei Gesuiti oggi sede della Biblioteca e del Museo Civico.